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Yantai Changiu Pioneer Wine è, come ben sapete se leggete il blog, la principale azienda vinicola cinese. Sapete anche che il consumo di vino in Cina è da più parti stimato in calo. Facendo uno più uno si arriva a leggere questi dati: fatturato in calo del 25% a 3.3 miliardi di CNY (420 milioni di euro al cambio medio 2024, 390 al cambio attuale che si è svalutato), utile netto quasi dimezzato a 300 milioni di CNY (424 milioni di utile operativo) e ben lontano dal miliardo su cui viaggia poco prima del Covid, per non parlare dei 2 miliardi di 15 anni fa. D’altronde i volumi di vendita di vino dell’azienda sono calati da circa 1 milione di ettolitri medio di qualche anno fa al livello attuale di 570mila ettolitri.
Le prospettive non sono rosee e i commenti sono piuttosto aspri: “l’ambiente di mercato è ostile senza segni immediati di miglioramento”. La domanda complessiva del mercato vinicolo cinese continua a essere debole, con una forte concorrenza da parte di bevande alcoliche come il Baijiu e la birra. Gli amministratori prevedono dunque per il 2025 un fatturato di 3.4 miliardi (quindi un leggero rimbalzo dopo il crollo del 2024) e un utile operativo di 400 milioni almeno, che si confronta con i 424 registrati nel 2024. Il titolo in borsa si è invece stabilizzato nell’ultimo anno, e resta su valutazioni molto elevati, circa 15 miliardi di CNY (al 25 luglio 2025) che al cambio attuale significano 1.8 miliardi di euro.
Passiamo a discutere i principali dati.L’azienda ha generato 3.3 miliardi di CNY di fatturato, di cui 2.4 miliardi nel segmento vino, calato del 22% su volumi scesi del 12% a 576mila ettolitri (57.6mila tonnellate). L’altra principale attività, il brandy, è calato del 36% a 740 milioni di CNY.
Dal punto di vista geografico, il calo è soprattutto in Cina, -29% a 2.7 miliardi, mentre le vendite estere sono a -6% nel 2024 (591 milioni).
Dal punto di vista operativo, il segmento vino ha generato un margine lordo di 1.4 miliardi, pari al 57% del fatturato, il 75% del totale.
L’utile operativo è calato da 739 a 424 milioni di euro, per un margine sceso al minimo storico del 13% (era il 40% nel 2012), mentre l’utile netto scende da 532 a 305 milioni di CNY.
Dal punto di vista finanziario, dopo anni di generazione di cassa, il 2024 ha visto la cassa netta scendere da 1.7 a 1.5 miliardi di CNY, nonostante Changiu abbia minimizzato gli investimenti (100 milioni di CNY, nessuna acquisizione) ma dopo aver pagato 340 milioni di CNY di dividendi agli azionisti (che diventeranno 280 nel 2025 dopo il calo degli utili).Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco More






Italian Wine Brands ha chiuso il 2019 con ottimi risultati. Se nel primo semestre i margini erano migliorati grazie alle azioni sui costi e in assenza di crescita delle vendite, nella seconda parte dell’anno il fatturato è cresciuto del 9% e ciò ha dato un ulteriore contributo al progresso nei profitti. Nel 2019 il fatturato […] More






Dopo il forte recupero produttivo del 2018 (qui il post), la produzione vinicola argentina è di nuovo calata nel 2019, tornando il 4-5% sotto le medie storiche per quanto riguarda la pura produzione di vino. In realtà il dato totale di 18.5 milioni di ettolitri include anche una rilevante porzione di mosti (5.5 milioni) che […] More






Le esportazioni di vino americano verso il resto del mondo sono calate secondo UN Comtrade del 15% in volume a 2.8 milioni di ettolitri nel 2022, il livello più basso da tantissimi anni a questa parte. Non del tutto casualmente, questo calo corrisponde all’anno in cui la valuta statunitense si è rivalutata di più (ricordo la scorsa estate essere sceso sotto la parità con l’euro), con una media di 1.05 dollari per un euro sui 365 giorni rispetto a 1.18 del 2021. In questo ragionamento risiede poi il fatto che in dollari le esportazioni non sono calate, rimanendo sulla soglia degli 1.5 miliardi di dollari. E, infine, nella forza del dollaro si legge anche il costante calo delle esportazioni di vino sfuso, che in volume sono scese a 1.2 milioni di ettolitri (dei totali 2.8), quando invece (dollaro o non dollaro) quelle di vino in bottiglia si sono mantenute stabili nell’intorno di 1.5 milioni di ettolitri. I dati per mercato sul 2022 sono molto volatili se visti rispetto al 2021, ancora impattato dalle dinamiche del Covid. Ad ogni modo, il vino americano appare in posizioni migliori che in passato in Canada e Giappone, ha trovato un nuovo canale di crescita in Corea, mentre è arretrato pesantemente nel Regno Unito. Dati e grafici completi, con ulteriori commenti, nel resto del post. More






Sottotitolo: il bilancio che non c’è più.
Circa un anno fa, scaricavo il bilancio 2023 di Armand Rousseau dalla camera di commercio francese. Aperto il file, restavo stupefatto dal fatto che alcune pagine del documento fossero state omesse, in particolare quelle relative al conto economico (vendite, utile operativo e via dicendo, per intenderci). Lascio passare un anno pensando che con i dati del 2024 avrei recuperato anche quelli del 2023 (generalmente si mette anche l’anno precedente) ma qualche giorno fa, con altrettanto stupore vedo che anche nel bilancio 2024 quelle pagine sono state rimosse. Se vi collegate al sito Pappers a questo link, potete vedere anche voi (allego print-screen dentro il post).
Alcuni numeri ci sono (utile netto – sono obbligati a metterlo perché entra nello stato patrimoniale – , cassa e patrimonio) ma mancano quelli più interessanti, anche se non è difficili immaginarli idealmente in calo nel 2023 e in ripresa nel 2024 ma leggermente sotto il livello del 2021-22.
Prima di addentrarci nei numeri chiave, mi domando se questa decisione sia stata colpa mia, che ho dato un po’ di pubblicità a questi dati. Se così fosse, I numeri del vino certamente non fornisce un buon servizio oggi, ma Domaine Armand Rousseau fa veramente una brutta figura.
Passiamo ad analizzare i dati disponibili.Domaine AR sembrerebbe avere avuto un 2023 in calo (probabilmente a causa della scarsa vendemmia) con un utile netto a -16% a 6.7 milioni di euro ma un recupero nell’anno fiscale chiuso a luglio 2024, quando il rimbalzo del 15% ha riportato l’utile a quota 7.7 milioni, non distante dai livelli record del 2021-22.
L’azienda continua a generare cassa in modo copioso, anche se questo non emerge dalla posizione finanziaria netta, che è rimasta nell’intorno dei 40 milioni di cassa (42 nel 2024) in quanto il Domaine ha acquistato delle partecipazioni classificate tra le immobilizzazioni finanziarie, che quindi potrebbero non essere “investimenti della cassa” ma magari altre aziende vinicole: il bilancio nulla dice salvo che questo dato che era di 1 milioni è diventato 4 nel 2023 (+3) e 9 milioni nel 2024 (+5), quindi circa 8 milioni di cassa sono andati a finire dentro lì. Va anche notato che negli ultimi due anni il capitale circolante è cresciuto a 3 milioni di euro con un magazzino che dai tipici 2-2.5 milioni di euro si sta avvicinando ai 3 milioni di euro.
Bene, non abbiamo molto altro da analizzare, nella speranza di un bilancio 2025 con qualche dato in più!Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco More





