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Indebitamento e leva delle principali aziende vinicole – dati 2018

Usando la medesima annotazione di sempre, sta a dire che questi dati evidenziano il debito lordo totale delle aziende, senza considerare la cassa e quindi la posizione finanziaria netta, passiamo quindi ad analizzare il rapporto di indebitamento delle imprese vinicole italiane. Si tratta quindi di guardare più a come si muovono alcuni rapporti che non ai valori assoluti: nel 2018 la somma dei debiti di queste aziende ha raggiunto quota 1.9 miliardi di euro, da 1.7 miliardi del 2017, con un rapporto stabile intorno a 0.6 volte il patrimonio netto ma un peggioramento rispetto al valore aggiunto, che come abbiamo detto nei post precedenti ha subito un rallentamento nel 2018 a causa dell’aumento dei costi delle materie prime. Passiamo all’analisi dei dati.

  • I debiti totali delle prime 33 aziende vinicole italiane salgono da 1686 milioni a 1861 milioni, per un rapporto di 2 volte il valore aggiunto (1.8 volte l’anno scorso) e 0.59 volte il patrimonio netto (0.61 volte lo scorso anno).
  • Il conglomerato Cantine Riunite/CIV/GIV ha il debito più elevato nella lista. Se prendiamo soltanto GIV, il debito di 170 milioni mostrato da MBRES in realtà sarebbe 129 milioni se rivisto nella sua componente puramente finanziaria (escludendo quindi debiti di funzionamento come quelli dovuti ai fornitori, all’erario e riaggiungendo la cassa). Antinori, che ha 220 milioni di debiti totali, in realtà ha chiuso il 2018 con una posizione di cassa netta di 55 milioni di euro. Lo stesso discorso in misura meno marcata vale per Zonin (94 milioni di debito finanziario netto contro i 141 della tabella), mentre per Santa Margherita i dati sono corretti perchè sono stati integrati da me. Altri dati a cui prestare attenzione sono quelli di Caviro (72 rispetto a 130) e Frescobaldi (22 e non 38).
  • In tutti i casi, quello che più preme qui è mostrare alcuni rapporti di indebitamento che sono certamente rilevanti, dove mostrano gli alti rapporti di debito rispetto al patrimonio di alcune cooperative (La Vis, La Marca) e di alcune aziende private (Gancia in particolare). Nel confronto invece tra debito e valore aggiunto, che ci aiuta a capire quanto della generazione di cassa riesce a coprire il debito (e quindi questo vale più per le aziende) troviamo Zonin su un livello particolarmente alto, in attesa di vedere l’impatto del consolidamento delle tenute agricole nei conti, di Mondodelvino e, nuova entrata in queste classifiche, di Mirafiore/Fontanafredda, con un rapporto di 3.2 volte.
  • Vi lascio con la matrice che mostra il debito (orizzontale) e il rapporto con il patrimonio netto (verticale).
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