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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento febbraio 2020

I dati di febbraio sono meno peggio di quanto ci si potesse aspettare, anche se va ricordato che ha avuto un giorno in più dell’anno scorso (anno bisesto e decisamente funesto…). Chiude quindi con un valore sostanzialmente allineato a quello dello scorso anno, con un incremento dei vini in bottiglia e un calo che comincia a essere evidente delle esportazioni di spumante, pur in un periodo non significativo e pur essendo dovuto al crollo delle spedizioni nel Regno Unito. Ovviamente parlare di questi dati oggi è come parlare di un passato che non c’è più, quindi non è possibile estrapolare dei trend chiari: il mese di Marzo (quando vi ricordo che le esportazioni italiane totali sono scese del 17% anno su anno) sarà il primo test di che cosa succede al vino italiano. Ma ne parleremo sul blog il 14 giugno prossimo. Per ora concentriamo su questi numeri.

  • Le esportazioni di vino in febbraio sono cresciute dell’1% a 471 milioni di euro, con un incremento del 4% dei vini in bottiglia, un calo dell’1% dei vini fermi sfusi e del 7% degli spumanti. I volumi sono stabili ma seguono una logica quasi contraria, con un ulteriore crescita dei volumi di vino spumante e un calo dei vini fermi.
  • Febbraio chiude il cerchio con i dati molto positivi di gennaio e c’è da immaginare che non sia stato veramente impattato dal virus, salvo che per le esportazioni in Cina, che sono calate del 50% a 5 milioni di euro, e cumulano un calo del 38% nei primi due mesi dell’anno. Potremmo dunque dire che l’impatto del virus sia stato nell’ordine dei 5 milioni in febbraio e di 7-8 milioni nei primi due mesi dell’anno.
  • Potremmo dunque dire che i 966 milioni di export dei primi due mesi (+7%) sarebbero potuti forse essere una decina in più per arrivare a circa +8%.
  • Restando sui dati pubblicati, alcuni incrementi di gennaio sono stati compensati in febbraio, particolarmente nel mercato americano, e viceversa (Germania). La situazione è invece molto più difficile nel Regno Unito, dove assistiamo al secondo calo superiore al 20%, -22% nei due mesi, in tutte le categorie chiave: -11% per i vini in bottiglia, -35% per gli spumanti.
  • Proprio gli spumanti sono la categoria meno performante in questo inizio d’anno. L’approfondimento geografico ci spiega però che si tratta sostanzialmente del mercato inglese e, in misura molto minore, di quello svizzero. Come abbiamo sempre sottolineato la concentrazione del nostro export di spumanti nel mercato era un fattore di rischio, che ora si sta decisamente concretizzando. Colpisce anche il Prosecco, in calo del 27% nei primi due mesi dell’anno nel Regno Unito e sostanzialmente stabile nell’export totale (-1.5%).
  • Appuntamento dunque a metà giugno.
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